Trekking nelle faggete vetuste patrimonio UNESCO di Coppola di Paola e Cozzo Ferriero. - Parco Nazionale del Pollino

Coppola di Paola e Cozzo Ferriero

Viaggiare nel Pollino • Natura & Escursioni

🔴 Difficoltà: Difficile • 📏 Dislivello: 569 m • ⏱️ Durata: 6 h • 🥾 Lunghezza: 9 km

La faggeta di Cozzo Ferriero e della Coppola di Paola per me è uno degli ambienti più straordinari del Parco Nazionale del Pollino, forse la foresta di faggio più bella dell’intero massiccio. È un luogo in cui il tempo sembra rallentare: faggi colonnari, alberi ultracentenari, ceppaie monumentali, tronchi schiantati e lasciati al loro naturale destino costruiscono un paesaggio forestale autentico, complesso, profondamente selvaggio.

L’escursione può essere affrontata secondo diverse combinazioni di percorso, senza che una sia più importante o significativa di un’altra. Si può salire dalla Timpa dell’Orso, da Colle del Dragone o da Colle Ruggio; si può raggiungere la vetta della Coppola di Paola (1919 m) oppure evitarla, proseguendo verso Cozzo Ferriero e lungo la cresta dei Monti dell’Anticristo, per poi attraversare Pian Morfino, Lordicheto o Marolo, toccando pendii, dorsali e valloni che offrono scorci ancora poco frequentati e spesso sconosciuti.

Nessun percorso è esaustivo. Alcuni tratti sono fuori sentiero e richiedono attenzione, esperienza e capacità di lettura del terreno. Non tutto può essere visto in una sola escursione e ogni stagione restituisce una faggeta diversa: la primavera con il risveglio del sottobosco, l’estate con la frescura e il silenzio profondo, l’autunno con i colori e le foglie che cadono, l’inverno con la neve che ridisegna forme e volumi.

Il mio legame con questi luoghi nasce da bambino. La Coppola di Paola, con il suo profilo piramidale, era un punto di riferimento costante nell’orizzonte, un segno che mi faceva sentire a casa. Ricordo i pomeriggi trascorsi sulle scale di casa di mia nonna, ad osservarla prima del tramonto, e i racconti sui boschi: storie di lupi, briganti, teleferiche, lavori forestali, fragole e lamponi. Guardando la faggeta che la ricopriva, osservavo il mutare delle stagioni e mi incuriosiva profondamente quel colonnato di faggi che corre lungo la doppia cresta di Cozzo Ferriero.

Accompagnare qui significa camminare ascoltando la foresta, riconoscere le differenze tra i vari lembi di faggeta e leggere i segni del passato e del presente. Le prime esplorazioni degli anni ’90, le osservazioni sugli alberi patriarchi, sulle ceppaie monumentali e sui tratti rimasti intatti fanno oggi parte del percorso tanto quanto i sentieri stessi. Ogni uscita è diversa, perché diverso è il bosco e diverso è lo sguardo con cui lo si attraversa.

Qualunque sia il punto di partenza o di arrivo, questo itinerario non offre scorci “principali” e tratti secondari: ogni passaggio ha pari dignità, perché ogni angolo conserva una propria storia. È un’esperienza che unisce natura, memoria e osservazione, trasformando l’escursione in un viaggio dentro la foresta e, allo stesso tempo, nel tempo.

Questa faggeta conserva segni evidenti della storia locale: terrazzamenti agricoli, antiche mulattiere, resti di teleferiche utilizzate per il trasporto del legname e sentieri legati alla pastorizia. Fa parte della memoria del luogo anche il rito arboreo della “Pitu” di Rotonda, che a mio avviso racconta meglio di ogni altra cosa il legame profondo tra la comunità e la foresta.

Tra le specie vegetali più interessanti, oltre al faggio, che ho osservato personalmente nel corso degli anni segnalo:

  • Tasso (Taxus baccata) – presenza storica nelle faggete
  • Olmo montano (Ulmus glabra) – relitto di biodiversità montana
  • Tiglio (Tilia spp.) – specie molto rara
  • Acero di Lobelius (Acer lobelii) – acero di grande valore naturalistico
  • Aconito (Aconitum lycoctonum) – la “lupara”, specie tossica
  • Digitale (Digitalis ferruginea) – tossica, storicamente usata in cardiologia
  • Spino cervino (Rhamnus alpina)
  • Caprifoglio alpino (Lonicera alpigena)

Questi elementi naturali, insieme ai segni lasciati dall’uomo nel tempo, completano il racconto di una foresta che non è solo un ambiente di eccezionale valore ecologico, ma anche un paesaggio vissuto, attraversato, osservato e custodito per generazioni.

Itinerario collegato: Foreste di Abete di Rue Ping

Codice Itinerario: 10FA • Tag: Nella foresta vetustaCacciatori di nuvoleIl vecchio di Cozzo Ferriero

Per informazioni e prenotazioni: Telefono 347.26.31.462 oppure guida@viaggiarenelpollino.it

Nota di sicurezza: Come gli altri percorsi descritti sul sito, si tratta di itinerari guidati accompagnati da Giuseppe Cosenza e non di percorsi segnati. Non ci assumiamo responsabilità per chi decida di percorrerli autonomamente.