Pino Loricato

Patriarca
Patriarca
    Il Pino Loricato (Pinus leucodermis) rappresenta il vero gioiello del Parco. Si tratta di “fossile vivente” da un punto di vista evolutivo. Il nucleo presente in Italia, unicamente nel Parco Nazionale del Pollino, viene considerato il relitto di una estensione in epoche remote più ampia, che doveva abbracciare le coste Italiche e Balcaniche dell’Adriatico. È una specie dalle grandi capacità di adattamento: vive dagli 800 fino ad oltre i 2200 m s.l.m. Infatti è l’unico albero che riesce a vivere sull’Appennino al di sopra della faggeta, ma ne ho localizzati alcuni presso centri abitati e addirittura non lontani da un centro commerciale.
    A causa delle difficili condizioni climatiche che subiscono gli esemplari che vivono sulle rocce esposte del massiccio montuoso, assumono forme che evocano straordinarie sensazioni nella mente di chi lo contempla. Il nome “loricato” lo si deve alla corteccia che negli esemplari ultra centenari (qualche soggetto si avvicina ai 1000 anni) ricorda la corazza dei guerrieri romani (la lorica) o la pelle di giganteschi rettili. Il nome scientifico, (leuco=bianco, dermis=pelle), lo si deve al colore grigio-argenteo della corteccia dei tronchi e dei rami giovani. È localizzato sui costoni rocciosi in direzione est-ovest di Monte Manfriana, Serra Dolcedorme, S. delle Ciavole e S. di Crispo, Monte Pollino, S. del Prete, Timpa della Capanna, Timpa di Viggianello, a sud La Montea, Palanuda, Cozzo del Pellegrino, a nord M. Zaccana e la Spina, Alpe di Latronico.
    Esemplari giovani si possono trovare anche lungo le strade a quote inferiori agli 800 m slm, indice di certa vivacità riproduttiva.
    Giuseppe Cosenza